LA MUSICA DI ERIKA ZOI

 

SI SCRIVE LA STORIA DELLA MUSICA MODERNA CON LA MUSICA DI ERIKA ZOI STUDIATA AL CONSERVATORIO DI COSENZA PER LA LAUREA DI BIENNIO SPECIALISTICO IN PIANOFORTE

Erika Zoi compositore di spicco nel panorama musicale contemporaneo è ispiratrice di un’apertura storica del conservatorio di Cosenza, il giusto spazio per le note al femminile. La sua creazione artistica spazia dalla musica da film, al pop, rock, contemporaneo, minimalista. Crea musica anche con diverse “contaminazioni” di stili e generi, e su commissione. La musica sacra e operistica rivestono un ruolo importante con composizioni di rilievo, ha al suo attivo importanti esecuzioni in Istituti di cultura, teatri e Basiliche italiane. La sua “Ave Maria” e “Figlio del Padre Santo” sono stati eseguiti nella Basilica di San Pietro in Roma. Suo l’Inno “Ara Pacis”, presentato presso il monumento ARA PACIS in Roma in occasione del bimillenario dalla morte dell’Imperatore Augusto.
La musica di Erika Zoi , già eseguita per gli studi didattici della musica o concertistici negli Istituti di Alta Formazione Artistica Musicale come il Conservatorio di “Santa Cecilia” e il Conservatorio “Licino Refice”, questa volta entra nei record della storia della musica. Per la prima volta in Calabria sarà eseguito un concerto scritto da una donna, al Conservatorio di Musica di Cosenza “Stanislao Giacomantonio” è in programma quest’anno 2019 l’esecuzione del Concerto “C’est la vie” di Erika Zoi per la laurea di biennio specialistico interpretativo in pianoforte.
La Dott.ssa Greta Bruno allieva della scuola di pianoforte del Maestro Antonella Barbarossa la quale è revisore del concerto, sarà l’interprete di questo evento. Il Maestro Barbarossa, Direttore emerito, spiega così il concerto di Erika Zoi nella prefazione del Concerto “C’est la vie”: “Lo spirito “melodico continuo” mostra un profondo potere emotivo, e commuove nell’ultima parte del concerto “grave” con una austerità che si rivela una sorta di supplica mistica all’eterna implorazione dell’ umanità… Figlia del sole e della luce, anche se vive nelle fessure di pietra della grande città, con la sua musica esprime il rovescio della cultura di massa che celebra il trionfo del materiale. Questo modo di scrivere musica si chiama trascendenza metafisica dell’arte. Il pianoforte solista è la via del sentimento che si sposa con l’udito, così anche l’orecchio ascolta e si distende nel sogno per incanto della grande sonorità dello strumento segnata da un processo armonico ampio con figurazioni di terze e seste unite nella formulazione tematica.
La musica, infine, spiega l’esistenza di se stessa nei dialoghi di ritmi tematici, in modo minore e in modo maggiore, tra le zone diverse dei fiati e degli archi con le arpe di biblica memoria”.

Autore dell'articolo: Press Music Italy